Il progetto prende forma nel dicembre 2001 per iniziativa di Andrea Tarozzi ed Enrico Terragnoli.
L'esordio discografico del trio avviene nella primavera del 2003 con il CD Blues for Elis edito dalla Splasc(H).
Grazie a questo lavoro Andrea Tarozzi ottiene il piazzamento nella classifica top jazz del 2003.

….Idee musicali sviluppate, non lasciate a se stesse, "lavorate": questa è una delle caratteristiche del modo di improvvisare "componendo" attuato da Andrea Tarozzi. Tutto questo è già molto chiaro in "Blues for Elis" …..(Franco D’Andrea, liner notes di Blues for Elis)

….sia come strumentista sia come compositore, Tarozzi mostra una chiara visione armonica e un linguaggio fluido e padrone delle risorse, accompagnati da un discreto gusto melodico. Tali caratteristiche si riversano in temi raffinati, segnati – ma non condizionati – da una matrice evansiana..(Enzo Boddi, MusicaJazz 01/04)


 

Carol Sudhalther 5tet

Carol Sudhalther - sassofono e flauto
Olivier Berney - tromba e flicorno
Andrea Tarozzi - piano
Guido Giacomini - contrabbasso
Vittorio Sicbaldi - batteria


La collaborazione tra Andrea e Carol inizia nel dicembre 2002, quando i due musicisti si conoscono in occasione di una serata a Verona. Questa collaborazione prosegue negli anni e dà alla luce “Shades of Carol”, un prodotto discografico di alta qualità registrato a Roma nel dicembre 2004 e pubblicato da AlfaMusic/Egea. Il lavoro ha riscontrato un notevole successo sia in Italia che in America.


 


I due musicisti hanno molte similitudini nel loro approccio al jazz, approccio che si caratterizza energetico e di ricerca. Il repertorio è basato su una vasta scelta di standards e bossanova.
E’ uscito in aprile ’07 il primo lavoro discografico intitolato "Our Songbook", una raffinata scelta di brani tratti dal vastissimo repertorio del duo.


 

 The Beatnik Spears

 
Andrea Tarozzi - piano
 Enrico Terragnoli - basso elettrico
 Nelide Bandello - batteria


Il gruppo si forma verso la fine del 2003. Propone un repertorio di composizioni originali e si allontana dalla forma del trio jazz classico. Le sonorità tendono e a volte sconfinano nel rock progressivo e nel beat anni ’60.